I cinque luoghi comuni del marketing turistico sui Social Media

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I Social Media stanno assumendo un ruolo sempre più importante per la promozione delle destinazioni turistiche. Ma quali sono i miti ed i luoghi comuni che i Social Media hanno? Eccoli.

Mito # 1 – I Social Media sono una moda passeggera e il loro utilizzo si ridurrà rapidamente

Partiamo dai fatti e poi cerchiamo di analizzare dove stiamo andando.

  • Oltre il 20% di tutto il tempo trascorso online viene speso sui Social Media
  • Facebook si avvicina a 900 milioni di utenti globali
  • Uno ogni sette minuti trascorsi on-line sono spesi su Facebook
  • Twitter ha oltre 100 milioni di utenti – un aumento del 59% nell’ultimo anno
  • Google + è attivo da sette mesi. Ora ha oltre 90 milioni di utenti e se ne aggiungono 625.000 ogni giorno

Ora guardiamo cosa sta per succedere. Hai visto Pintrest, l’ultimo fenomeno di social media? Pinterest è un sito di condivisione visiva ed è passato da 20 milioni di pagine viste lo scorso maggio a oltre 421 milioni in cinque mesi, nonostante sia ancora in modalità beta e l’accesso è solo ad inviti.

Il noto TripAdvisor, dove le persone condividono le proprie esperienze con alberghi, ristoranti e attrazioni, è uno dei pochi siti di viaggio integrati con la nuova Timeline di Facebook. Questa integrazione aumenta ulteriormente il livello di consapevolezza, l’importanza e l’influenza e permette a TripAdvisor di emergere come il leader dei siti di recensioni di viaggio. Dopo essere stato recentemente scorporata da Expedia, la società ha una capitalizzazione di mercato di circa 4 miliardi di dollari.

Questi numeri dimostrano che le aziende che pensano che i social media siano solo una moda passeggera stanno prendendo in giro solo se stesse.

Mito # 2 – I miei clienti non utilizzano i social media

Guardando i numeri appena indicati, sembra un argomento controverso soprattutto quando i volumi di crescita più elevati nel corso degli ultimi anni si sono verificati dalla fascia di età superiore ai 50 anni. I “Boomers” passano sempre più tempo su Facebook per comunicare con amici, familiari e parenti lontani.

Inoltre, l’introduzione delle pagine aziendali su Facebook e l’uso B2B di questi social network è diventato non soltanto possibile, ma essenziale.

Come le persone diventano più familiari con l’uso di questi strumenti sociali nella loro sfera personale, si scopre che interagendo con aziende e marchi può essere facile e spesso pure più divertente.

Questo significa che ogni azienda sulla terra ha bisogno di avere una pagina Facebook o un account Twitter? Probabilmente no, ma per la stragrande maggioranza delle aziende attive nei viaggi e turismo, un avamposto sulle più grandi piattaforme di comunicazione del globo, dove centinaia di milioni di persone interagiscono è diventato una parte essenziale del marketing mix.

Mito # 3 – I Social Media sono pura tecnologia

Se ciò fosse vero, allora il rapido aumento del numero di utenti delle reti sociali nel corso degli ultimi anni non sarebbe successo. I Social Media riguardano più la sociologia che la tecnologia.

Le persone hanno un desiderio innato di comunicare e condividere informazioni. Tutto ciò è molto facile ed accessibile con gli strumenti online. L’iscrizione ai Social Media è rapida, gratuita ed immediata.

Naturalmente, per molti, il fascino iniziale svanisce, ma per milioni di altri, diventa una attività regolare. Il tempo speso sui social network continua ad aumentare notevolmente mese per mese. Contemporaneamente l’uso di altri mezzi tra cui giornali e la televisione continua a diminuire.

Questo ha serie implicazioni per le imprese di tutti i tipi e in tutti i settori. Non c’è alternativa a farsi coinvolgere sul web sociale.

Prima di ciò, tuttavia, è importante ricordare lo scopo di queste reti sociali. Si tratta di comunicazione e interazione tra gli individui. La gente non si iscrive sui Social Media per essere bombardati da messaggi pubblicitari incessanti e fuori contesto.

Per utilizzare i Social Media in modo efficace è necessaria prima di tutto la giusta mentalità. Abbracciare la tecnologia non significa necessariamente che automaticamente si hanno le competenze per avere una conversazione interessante in merito al tuo brand online.

Mito # 4 – I Social Media sono gratuiti

Il fatto che gli strumenti sono gratuiti è un grande vantaggio per molti. Ogni piccola impresa può essere posta alla pari di grandi aziende, o addirittura avere un vantaggio su di loro nell’essere più autentica e personale.

Anche se gli strumenti di social media sono “free”, dovrebbe diventare sempre più chiaro che essere un partecipante attivo sul web sociale non è da considerarsi un attività gratuita.

Per usufruire dei Social Media è necessario investire tempo e risorse per gestire e mantenere una presenza attiva sul web, ascoltare, imparare e poi impegnarsi in modo significativo. Non si tratta di una campagna o due, ma un impegno di lungo periodo.

Prima di tutto è essenziale per farsi la domanda fondamentale: “Perché?” Se non vi è alcuna risposta chiara, il successo sarà difficile da raggiungere. Una volta che è stato chiaramente definito lo scopo ed è compatibile con la cultura aziendale, è il momento di affrontare “Cosa?” e “Come?” e di procedere all’integrazione dei Social Media nei piani di marketing della tua struttura turistica.

Per avere successo non puoi delegare la gestione della tua immagine sui Social Media ad uno stagista o un membro junior della tua struttura. Ne abbiamo parlato anche qui.

Mito # 5 – Non vi è alcun ROI per i Social Media

Ora, veniamo all’ultimo mito, e per molti aspetti il ??più grande mito. Questa è la perenne domanda circa il ritorno sugli investimenti (ROI) per tutta questa attività social media e l’impegno con i clienti esistenti e potenziali, sul web sociale. Ecco come il dizionario definisce “investimento”:

investimento
L’azione o il processo di investire denaro per risultato economico o materiale
L’atto di dedicare tempo, impegno, o energia di una determinata impresa con l’aspettativa di un risultato utile

Prendendo la prima definizione, che è ciò che chi ha un’inclinazione finanziaria è tenuto a fare, la risposta è meno semplice del previsto. Le attività di marketing non sono considerate investimenti, ma spese. Per decenni, sulla base di questa definizione in senso stretto ci sono stati coloro che sostengono che proprio per questa ragione, non c’è un ROI misurabile per la commercializzazione.

Utilizzando la seconda definizione, tuttavia, la questione dovrebbe diventare molto più chiara. Come accennato in precedenza, l’impegno sul Social Web deve essere basato sugli obiettivi di business globali deve essere integrato con le altre attività di marketing. Una volta che tali obiettivi sono chiaramente definiti diviene possibile misurare tutte le attività, inclusi i Social Media.




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