Il mistero dei contenuti sul metasearch

metasearch trivago

Metasearch, questi sconosciuti. Ancora oggi c’è un po’ d’incertezza da parte di alcuni albergatori sul perché valga davvero la pena collaborare con i metasearch. Quello che è certo è che il numero di viaggiatori che consulta queste piattaforme online per pianificare il proprio viaggio è in costante aumento. A livello globale il 47%. Se mettiamo proprio l’Italia sotto la lente di ingrandimento, ben 1 viaggiatore su 2 comincia la ricerca proprio da un metasearch. trivago è sicuramente tra questi grazie ad una brand awareness molto alta che va oltre il 90%.

Capite bene che con questi numeri intercettare questa fetta di viaggiatori diventa sempre più importante. Di conseguenza è indispensabile assicurarsi che l’immagine che si fornisce della propria struttura sia impeccabile e soprattutto rispecchi la realtà.

Sì, perché gli utenti vogliono la verità. Vogliono sapere cosa troveranno e non vogliono che le loro aspettative vengano disattese. Per questo mi piace dire “date agli utenti la sensazione del What you see is what you get”. Quello che vedono è quello che otterranno. La presentazione che date online è una promessa che state facendo ai vostri potenziali clienti. Non la tradite.

Ma allora come si fa ad avere dei contenuti impeccabili sui metasearch ed a sfruttarli al meglio per attrarre l’attenzione, desiderata da molti, degli utenti?

Dal punto di vista dell’albergatore non è difficile, solo che a volte ci si perde nei dettagli. Ma sono proprio i dettagli che fanno la differenza. Per far sì che il metasearch possa presentare agli utenti una lista adeguata di strutture che rispecchino i criteri da loro selezionati, l’albergatore deve aver fatto un lavoro di controllo a monte. Cosa significa? Deve controllare che il profilo della propria struttura mostri quello che serve per attrarre gli utenti. C’è la foto principale? Le foto in galleria sono chiare, nitide e attrattive? La descrizione evidenzia i punti forti della struttura? I servizi sono tutti selezionati?

Sono questi i dettagli importanti su cui focalizzarsi. Vi spiego perché. Questo è quello che succede dal lato del viaggiatore, quindi facciamo finta che io stia cercando una struttura e sia in questo momento un utente del metasearch: inserisco la destinazione, i miei criteri di ricerca (quando voglio viaggiare? – sono single o in gruppo? – amo la vista mare? – viaggio con animali?), scelgo la struttura adatta e prenoto sul sito di prenotazione.

Se l’albergatore si è dimenticato di impostare “animali ammessi” nei filtri, ad esempio, e io invece lo avevo selezionato come criterio, quella struttura non comparirà nella mia lista di risultati.

A questo punto sono un cliente perso.

Capite che i contenuti sono essenziali nell’online. Non solo, essenziale è anche il tipo di contenuti che presentate. Foto sgranate, scure e datate non servono. Blocchi noiosi di testo, descrizioni ripetitive e frasi piene di errori non servono. Tutto ciò non farà altro che scatenare l’effetto contrario a quello desiderato nell’utente.

Questo vale sul vostro sito ufficiale come su trivago.

Quando presenzio ai vari eventi in Italia e incontro gli albergatori, le domande più ricorrenti sono “Chi ha messo questa foto sul mio profilo?” e “Perché sono su trivago se non mi sono mai registrato?”.

Le risposte sono semplici.

Partendo dalla seconda: se collaborate con un sito di prenotazione, al 90% siete su trivago, perché è proprio nella natura di un metasearch aggregare le informazioni presenti su siti terzi e mostrare il profilo delle strutture.

Per quanto riguarda la prima, invece, è proprio per non tradire la promessa fatta al potenziale cliente di cui parlavo prima, che bisognerebbe registrarsi a trivago Hotel Manager, il gestionale albergatori gratuito, e prendere possesso della scheda della struttura. In questo modo sarete sicuri che le informazioni che vengono mostrate le scegliete voi e che a fare da copertina al vostro profilo non ci sia un’orrenda foto del bagno.

Non ci credete? Guardate qualche esempio reale che ho trovato.

trivago hotel manager

I modi per utilizzare i contenuti in modo creativo sono infiniti.

Il consiglio migliore che mi sento di dare agli albergatori è di mettersi nei panni degli utenti. Per quanto possa sembrare banale non lo è affatto, perché siamo sempre talmente focalizzati sul nostro punto di vista, che a volte ci dimentichiamo che il punto di vista altrui è l’aiuto più prezioso che possiamo usare.

Vi lascio due esempi concreti di come sfruttare i contenuti per il vostro hotel.

L’hotel David di Firenze ha fatto dei contenuti uno dei suoi punti di forza. Come? Con una cosa semplicissima. Un selfie booth. Ebbene sì, sfruttando la febbre da selfie che affligge molti di noi, quest’hotel offre nella lobby una postazione dove gli ospiti possono scattarsi delle foto simpatiche con dei filtri. E sapete cosa ci fa poi? Le pubblica sul sito e sui social. Quale metodo migliore per ottenere un po’ di sano User Generated Content.

Oltre ad essere una bella idea per i contenuti, questa iniziativa si riflette positivamente anche sulla reputazione della struttura. L’hotel rientra infatti tra i vincitori dei trivago Awards, che premiano proprio la reputazione delle strutture. All’hotel David è stato conferito il trivago Award per la categoria 3 stelle.

Altro strumento per sfruttare i contenuti testuali: con trivago Hotel Manager PRO avete accesso ad una sezione News in cui potete scrivere un breve testo e promuovere un evento particolare, il lancio di un nuovo prodotto di cucina, un nuovo servizio, una promozione speciale o qualsiasi cosa che vogliate comunicare ai vostri potenziali ospiti. È anche un modo per dare quel valore aggiunto ai clienti sul perché valga la pena venire sul vostro sito direttamente e non passare dalle OTA.

hotel trivago metasearch

Il vostro takeaway di oggi: siate creativi nel promuovere le vostre unicità ai clienti. L’hotel ideale siete voi.

 

Contenuto a cura di Isabella Scaccia, Industry Manager Italia di trivago.




I più letti