Luca Cavallini: “Fai innamorare le persone di quello che hai da proporgli”

Luca Cavallini ha 30 anni ed è un albergatore. Otto anni fa ha lasciato la sua città di origine, Verona, per aprire una guest house in Kenya, insieme ai genitori.

Ha iniziato ad usare il web ed i social da autodidatta per promuovere al meglio la sua struttura ricettiva. La sua strategia ha funzionato. Un gruppo di albergatori di Malindi e Watamu lo ha chiamato a lavorare come marketing manager.

L’ho intervistato.

Ciao Luca, cosa fai di bello nella vita?

Ciao Armando, grazie innanzitutto per avermi chiesto questa intervista. Io attualmente sono Communication Specialist per una multinazionale americana che si occupa di rappresentanze per grandi compagnie aeree, di crociera e catene alberghiere.

Nel frattempo che faccio questo, però, sono anche proprietario, insieme ai miei genitori, di Mimi na Wewe …in Africa! un albergo sulla costa del Kenya che offre una tipologia di vacanza tutta nuova ed eco-friendly.

kenya

Come ci sei arrivato fino in Kenya?

Il mio arrivo in Kenya risale al lontano 2010, quando avevo 23 anni. I miei genitori, stregati dalla bellezza di questo paese africano, avevano deciso di mollare tutto e partire “all’avventura” costruendo una struttura alberghiera alternativa al classico resort all-inclusive che si poteva trovare in loco.

L’avventura era la loro, ma decisi di mollare tutto (quel poco che avevo) anch’io e di seguirli. Considera che non avevo assolutamente idea di quello al quale sarei andato incontro.

In realtà nessuno di noi aveva l’esperienza per fare quella cosa e abbiamo dovuto arrangiarci e reinventarci albergatori. Così, mentre i miei genitori si impegnavano sotto la parte manageriale il loco della struttura, io mi sono “buttato” nella commercializzazione del tutto. Purtroppo, infatti, le camere erano (e sono) troppo poche per poter essere gestite da un Tour Operator, quindi l’unica alternativa era quella di fare tutto da sé.

Avevo delle basi di programmazione e web e in quel periodo stavano crescendo i primi social così, in modo totalmente autonomo, ho creato il primo sito web per la struttura (in HTML scritto interamente su Blocco Note) e la prima pagina su Facebook.

Come ti sei formato sul web marketing turistico? Hai frequentato corsi specifici, letto libri o altro?

Come dicevo in precedenza, i tempi erano ancora giovani per avere guide e corsi sulla gestione dei social. Ho iniziato creandomi degli A/B test per conto mio, cercando di capire come funzionava Facebook, cosa piaceva alla gente e come la stessa interagiva con i contenuti. Con il tempo sono andato a cercare su siti, forum e blog americani nuovi spunti, idee e opportunità, cercando di innovare sempre più il marketing e di stare il più possibile al passo coi tempi.

Negli anni ho avuto poi la possibilità di collaborare e gestire il marketing di strutture e gruppi alberghieri sempre più grandi, arrivando a fare da consulente al Kenya Tourist Board per il rilancio del turismo sulla costa del paese.

A quale target di clientela ti rivolgi prevalentemente? E quali strategie e strumenti utilizzi?

La clientela a cui mi rivolgo per la mia struttura è prettamente leisure e prevalentemente italiana. La strategia è chiara ed è un semplice mantra: “fai innamorare le persone di quello che hai da proporgli”.

In poche parole: promuoviti per quello che sei e per il valore aggiunto che puoi offrire. L’ospite deve avere già presente prima di partire quello che troverà all’arrivo, senza avere aspettative che saranno poi disattese. Per fare questo io punto moltissimo sulla parte visual del marketing. Tante, tantissime foto della struttura, dei servizi, delle escursioni, delle emozioni.

Il marketing della struttura è basato soprattutto su Facebook (oltre che al sito, naturalmente). Da poco ho aperto anche un account Instagram che in poco più di un mese di vita ha già raccolto oltre 1500 follower.

Gli strumenti che utilizzo sono essenzialmente quelli messi a disposizione dai social stessi. Sono convinto infatti che, se un marketer sa organizzare il proprio lavoro, non ha bisogno di tanti tool a pagamento, ecc, soprattutto se sia ha solamente una struttura da gestire.

Nel futuro cosa farai?

Questa è la solita domanda alla quale non so mai rispondere. Ho vissuto 23 anni in Italia, poi in un mese ho deciso di trasferirmi in Kenya (senza aver mai preso un aereo in vita). Ho passato 6 anni in Kenya e poi ho deciso di rifarmi una vita in Italia. Per ora lavoro come dicevo per una multinazionale americana, domani chissà! Non mi sarei mai aspettato di diventare la persona che sono e non ho idea della persona che sarò in futuro.

Quali consigli ti senti di dare ad un operatore dell’ospitalità italiana che vuole migliorare la propria presenza online?

Il consiglio migliore? Non cercate di improvvisarvi! Il web e i social di oggi non sono i social di quando ho iniziato io quasi 10 anni fa. All’epoca io sono stato costretto ad arrangiarmi ed improvvisarmi perché ancora era un mondo sconosciuto. Oggi esistono professionisti come Armando che sanno fare il proprio mestiere in modo eccelso. Assumete un Web Marketing Manager che sappia fare il suo lavoro ed investite nella sua continua formazione… solo in questo modo avrete la garanzia di essere sempre un passo avanti ai vostri competitor.

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